L’89% dei dropshipper fallisce. Il 60-89% dei conti di trading retail perde denaro. Ma il guru continua a dirti che puoi “guadagnare nel sonno”. Spoiler: l’unico che guadagna nel sonno è lui, con le commissioni del tuo referral link.
Terza puntata del “Manuale di sopravvivenza al Mindset dell’Abbondanza”.
Nella prima puntata abbiamo visto il palcoscenico dei guru. Nella seconda abbiamo smontato Amazon FBA e il self-publishing. Ora tocca ai due business “automatici” per eccellenza: quelli dove, a sentire il guru, non devi nemmeno lavorare. Copi un trader e guadagni. Apri un negozio senza magazzino e guadagni. Il reddito passivo definitivo.
I numeri raccontano una storia diversa.
Copy-trading: copiare i bravi (che poi non sono bravi)
Il copy-trading è un servizio offerto da broker come eToro, Bybit, AvaTrade e altri. Il concetto: scegli un trader “esperto” dalla piattaforma, clicchi “copia”, e il tuo conto replica automaticamente le sue operazioni. Se lui guadagna, guadagni anche tu. Se lui perde… beh, perdi anche tu. Ma questo dettaglio nei reel non lo trovate mai.
I numeri che il guru non mette nel reel
Partiamo dal dato più brutale: secondo le informative obbligatorie (imposte dall’ESMA dal 2018) che ogni broker regolamentato deve mostrare sul proprio sito, il 60-89% dei conti di investitori retail perde denaro facendo trading con CFD. Non è un’opinione di Vaffanguru: è un dato che i broker sono obbligati per legge a pubblicare. E come emerge dalla nostra analisi su 10 finfluencer italiani, solo 1 su 10 cita esplicitamente i rischi.
Qualche esempio concreto dai siti ufficiali dei broker:
- eToro: il 76% dei conti retail perde denaro con i CFD
- IG Markets: 72%
- Plus500: 80%
- ActivTrades: 80%
- Fineco: 78,7%
Questi numeri si riferiscono al trading in generale. Il copy-trading non migliora la situazione — anzi. Uno studio accademico citato da Wikipedia sul copy-trading ha evidenziato che “in caso di rendimenti negativi, le perdite sono generalmente più elevate per le operazioni copiate”. E la stessa eToro, nella sua pagina sui rischi del social trading, scrive in lettere maiuscole che le performance passate non sono indicative dei risultati futuri e che “vi sono frequentemente forti differenze” tra risultati ipotetici e risultati effettivi.
Il conflitto d’interesse (di nuovo)
Se hai letto la nostra analisi sui referral link, il pattern è familiare: il finfluencer ti dice “copia questo trader su eToro” con un link affiliato. Tu ti iscrivi, depositi, inizi a copiare. Il finfluencer incassa la commissione. Se poi il trader che copi perde il 30% in un mese, il finfluencer ha già incassato. Il rischio è tutto tuo.
E c’è un rischio specifico del copy-trading che pochi spiegano: il bias di sopravvivenza. I trader che vedi nelle classifiche sono quelli che hanno avuto performance positive nell’ultimo periodo. Quelli che hanno bruciato il conto non compaiono più. Stai scegliendo chi copiare da una lista che esclude sistematicamente i fallimenti.
Dropshipping: il negozio senza magazzino (e spesso senza clienti)
Il dropshipping è un modello di e-commerce dove vendi prodotti che non possiedi fisicamente. Il cliente ordina dal tuo sito, tu giri l’ordine al fornitore (spesso in Cina), il fornitore spedisce direttamente al cliente. Tu guadagni la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo del fornitore.
Come Amazon FBA, non è una truffa in sé. È un modello di business legittimo che alcune persone usano con successo. Il problema è, come al solito, come viene raccontato dai guru.
Il tasso di fallimento che il guru non menziona mai
Secondo diverse analisi di settore, il tasso di fallimento nel dropshipping è stimato intorno all’89%. Quasi nove su dieci non ce la fanno. Il motivo non è che il modello non funziona: è che funziona solo con competenze, capitali e impegno che il guru si guarda bene dal menzionare.
I costi che nessun reel da 30 secondi può spiegarti
Il guru dice: “Puoi aprire un negozio con zero inventario e zero investimento iniziale”. La realtà:
- Piattaforma e-commerce: Shopify (il più usato) costa da 29 a 299 dollari al mese. Più le app e i plugin necessari per farlo funzionare.
- Pubblicità: senza ads su Facebook, Instagram o TikTok il tuo negozio non lo vede nessuno. Budget minimo realistico: 500-2.000€ al mese per testare. E la maggior parte delle campagne iniziali non converte.
- Tempi di spedizione: se il fornitore è in Cina, i clienti aspettano 15-30 giorni. In un mondo di consegne Amazon in 24 ore, questo genera resi, reclami e recensioni negative.
- Qualità del prodotto: non vedi il prodotto prima che arrivi al cliente. Se il fornitore manda scarti, il reso e il danno reputazionale sono tuoi.
- Servizio clienti: sei tu. Il guru non lo menziona, ma gestire reclami, resi e clienti arrabbiati è un lavoro vero.
- Partita IVA, contabilità, adempimenti fiscali: come per Amazon FBA, servono. Il guru del reel non ha tempo per queste banalità.
Le voci di chi ci ha provato
Su Trustpilot, la recensione di un corso di dropshipping da 2.800 euro racconta: il corsista scopre che il corso “invece di insegnare dropshipping insegna a fare stock e pagamento in contrassegno” — tutt’altra cosa rispetto a quanto promesso. “Ho trovato altri formatori che danno più consigli, materiale e tecniche gratis su YouTube”, conclude.
Un commento su un blog di settore sintetizza bene: “Ho provato il dropshipping per qualche mese e posso dire che non è affatto semplice, specialmente in Italia. Non fidatevi dei falsi guru che vi promettono 100k al mese con 0 budget.”
Il denominatore comune: “guadagnare senza fare niente”
Copy-trading e dropshipping vengono venduti con la stessa promessa: il reddito passivo. Tu non lavori. Il sistema lavora per te. Copi un trader e i soldi arrivano. Apri un negozio e gli ordini si gestiscono da soli.
La realtà è che:
- Il copy-trading è “passivo” nel senso che tu non fai le operazioni. Ma il 60-89% dei conti perde, le performance passate non predicono quelle future, e chi ti ha consigliato il trader da copiare guadagna una commissione indipendentemente dai tuoi risultati.
- Il dropshipping è “senza magazzino” nel senso che non hai le scatole in garage. Ma hai la pubblicità da pagare, i fornitori da gestire, i clienti da servire, i resi da processare, e un tasso di fallimento dell’89%.
In entrambi i casi, l’unico reddito veramente passivo è quello del guru: vende il corso (o incassa il referral), e poi la responsabilità dei risultati è tutta tua.
Le prossime puntate del Manuale
- Il teatro del successo (Puntata 1)
- Amazon FBA, self-publishing e la fabbrica dei secondi stipendi (Puntata 2)
- Copy-trading e dropshipping: guadagnare facendo niente (tranne perdere soldi) (questo articolo)
- Il glossario della fuffa
- L’evento dal vivo: anatomia di una messa laica con upsell (in arrivo)
- Le voci dal fondo (in arrivo)
Fonti e link
- Forex Italia Trading — Percentuali di perdita per broker (dati ESMA obbligatori)
- Wikipedia — Copy trading (studi accademici sui rischi)
- eToro — Rischi associati al social trading
- IG Markets — Cos’è il copy trading
- Fulfillbot — Truffe del dropshipping (tasso di fallimento 89%)
- Spocket — Il dropshipping è una truffa?
- Widrop — I guru del dropshipping ti stanno mentendo
- Trustpilot — Recensioni ScuolaDropshipping
- Digital Coach — Dropshipping: cos’è e quanto si guadagna
- Vaffanguru — Il link in bio che ti costa più del corso
- Vaffanguru — 10 finfluencer, 10 promesse, zero disclaimer
Il verdetto di Vaffanguru
I business “automatici” dove l’unico automatismo è la perdita

3/5 — Scappate finché siete in tempo
Il copy-trading perde nel 60-89% dei casi. Il dropshipping fallisce nell’89% dei casi. E in entrambi i casi, chi ti ha venduto il sogno del “reddito passivo” guadagna la sua commissione indipendentemente dai tuoi risultati. Non è reddito passivo: è rischio attivo mascherato da pilota automatico. Il copy-trading non è “investire”: è delegare le tue decisioni finanziarie a uno sconosciuto selezionato da una classifica che esclude i fallimenti. Il dropshipping non è “imprenditoria leggera”: è e-commerce con tutti i problemi dell’e-commerce meno il controllo sulla qualità del prodotto. L’unico business veramente passivo in tutto questo scenario è quello del guru: registra il corso una volta, lo vende in perpetuo, e se i tuoi risultati non arrivano… beh, non era un consiglio finanziario.

Le informazioni in questo articolo provengono dalle informative obbligatorie sui rischi pubblicate dai broker regolamentati (dati ESMA), dalla pagina ufficiale di eToro sui rischi del social trading, da studi accademici citati da Wikipedia, da analisi di settore sul tasso di fallimento del dropshipping, e da recensioni pubbliche su Trustpilot e blog di settore. Vaffanguru non esprime giudizi sul copy-trading o sul dropshipping come modelli: li descrive per quello che sono, con i numeri reali, e confronta la descrizione con le promesse dei guru. Se la tua esperienza è diversa da quella promessa, usa la pagina Segnala.